More servicesWindows Live
HomeHotmailSpacesOneCare
 
MSN
Sign in
 
 
Spaces home  .PhotosProfileFriendsMore Tools Explore the Spaces community

.

Congedo

E' il momento di sospendere per un pò questa stramba accozzaglia di idee, o almeno di renderla un pò più top secret, non per scelta, non per costrizione, semplicemente circostanze particolari richiedono la mia presenza altrove, immediatamente e senza possibilità di replica e\o rimando. Indipercui saluto tutti quei fortunati viaggiatori che trovano qui quello che cercano, cosa sia davvero non sò, e tutti quelli più sfortunati che, qui è un pò più chiaro, si imbattono in questo luogo solo per sbaglio o per il mio subdolo spam sui forum di mezzo mondo ;-). Continuerò a scrivere su materiale cartaceo, che amo senz' altro di più, come facevo prima e come farò alla fine dei miei passi, perchè la carta la paghiamo cara, perchè la carta è l' unica vera nobile testimone dei pensieri degli uomini, che sia in rotoli, papiri o protocollo lei soltanto ha quell' odore e quella saggezza accumulata in millenni di idee, scoperte, sotterfugi, tradimenti e sudore. Impregnata dell' odore della fatica a lei dobbiamo tutto ciò che ci è stato tramandato e alle tradizioni bisogna sempre rimanere legati, perchè sono sempre le prime idee quelle migliori. Bonne chance.
Passo e chiudo.
cosmo

Gaia

 
E' quando mi inbatto in questi diari stravaganti che veramente nasce in me quell' orrendo sentimento che porta il nome di invidia, ditemi come può qualcuno con un pizzico di curiosità insita nell' animo non invidiare costui, non so che lavoro faccia non so se sia un depravato, un omicida, un nichilista o un terrorista però lo invidio...quel poco che so di lui me lo fa amare, con quel suo balletto stupido e coinvolgente all' unisono e sopratutto con le sue scenografie, immagini di un mondo incantato alla portata di tutti, di popoli, credenze, stili di vita, paure e certezze cosi diversi tra loro, così distanti, eppure talmente vicini se paragonati alle distanze ben più imponenti in cui siamo ingoiati. Il suo palco è questo mondo, è osceno pensare che la maggior parte degli uomini non conoscerà, non vedrà mai coi propri occhi la meravigliosa aura turchese che avvolge ogni angolo verso cui ci voltiamo, la terra è il nostro piccolo atollo felice, un ammasso insignificante di fango, acqua e erba alla deriva nello spazio, formica tra i giganti, vergine tra le donne...tutti dovrebbero poter gioirne tutti dovrebbero conoscere la poderosa imponente fragilità della loro dimora, probabilmente, ma ora mi impegnerò di più perchè ciò non avvenga, non vedrò mai le meraviglie, non entrerò mai in contatto con tutte le coscienze e i pensieri che ha incrociato costui, se potessi vederne almeno la metà sarei soddisfatto: foreste, deserti, praterie, laghi, montagne, cascate, fiumi, oceani...la bellezza che tanto ambiamo e ricerchiamo ci soverchia tutti, e la cecità che ce la nasconde oramai è quasi totale. Apriamo gli occhi. Doniamoci anima e mente alla natura e riscopriamo il significato di ciò che siamo e di ciò, sopratutto, che dovremmo diventare.
Stesso pianeta, tutto un' altro mondo.

  

   

cosmo

Luci e ombre

Terence HillLa data di nascita dell'Ufologia moderna si fa risalire al 24 giugno 1947, quando il pilota civile americano Kenneth Arnold, sorvolando i monti Rainier, vide nove oggetti volanti a forma di disco solcare il cielo ad una velocità impensabile per il livello tecnico raggiunto a quel tempo.
Si stima, infatti, che gli oggetti volassero all'incirca verso i duemila chilometri orari. Tornato a terra, raccontò quanto aveva visto in una conferenza stampa. Uno dei giornalisti presenti nel suo resoconto coniò il termine "flying saucers" (traducibile con "piatti volanti"), che per diversi anni identificò analoghi avvistamenti. In Italia l'espressione venne tradotta con il termine "disco volante", ancora oggi di uso corrente. La sigla U.F.O., di uso internazionale, significa nella traduzione italiana "Oggetto volante non identificato". Con "fenomeno U.F.O.", invece, si intende l'insieme delle testimonianze di persone che riferiscono di aver visto luci o oggetti che non sono riusciti ad identificare con qualcosa di noto. Sulla nascita e soprattutto la crescita del fenomeno U.F.O. si sono fatte varie congetture che si dividono in buona sostanza fra possibilisti e negazionisti. Senza nulla togliere alla plausibilità della vita su altri mondi, da più parti si è sempre sollevato il problema delle enormi distanze che separano i pianeti, distanze difficilmente superabili anche viaggiando alla velocità della luce (possibilità di per sé che andrebbe contro le leggi fisiche). Ammesso che abbia un senso superarle, queste distanze, visto che si parla in ogni caso di decenni. Da una parte, quindi, chi crede al fenomeno è convinto si tratti realmente, di volta in volta, di astronavi, viaggiatori del tempo, universi paralleli, fenomeni paranormali e così via. Sul piano scientifico, invece, o comunque sul piano delle ipotesi più accreditate, si è avanzata la supposizione dei velivoli sperimentali più o meno segreti (la cosiddetta "ipotesi terrestre"), che facili abbagli possono essere presi a causa di fenomeni atmosferici più o meno sconosciuti (l'"ipotesi naturale"); oppure, che gli interessati siano in qualche modo condizionati in quello che vedono dall'effetto di un pervasivo e suggestivo "mito ufologico". Interpretazione questa che ha dato vita alla cosiddetta "ipotesi sociopsicologica".
D'altro canto, secondo i "possibilisti", allo stato attuale delle conoscenze non esiste prova a favore di nessuna tesi sopra esposta. I dati che si sono potuti raccogliere, a loro parere, sono insufficienti per emettere un verdetto definitivo qualsiasi.
Ad ogni modo, il fenomeno U.F.O., sviluppatosi in pieno clima di guerra fredda, si trasformò in breve da semplice curiosità a tema legato alla sicurezza mondiale tanto che l'Aeronautica Militare americana (USAF), già a partire dal dicembre 1947, iniziò ad occuparsene con una serie di commissioni di studio. Lo scopo (e il segreto timore), era che questi "oggetti non identificati" non fossero altro che qualche arma segreta proveniente da oltre cortina.
La più celebre di queste commissioni fu la "Project Blue Book", uno studio iniziato nel 1951 e conclusosi nel 1969, senza che si fosse pervenuti a dei risultati conclusivi. Ad ogni buon conto, il Project Blue Book portò il primo coinvolgimento ufficiale dell'ambiente accademico nello studio degli U.F.O., passando per l'equipe dell'università del Colorado diretta dal fisico Edward Condon, incaricata dall'USAF di indagare sul fenomeno. Nel 1969, nella loro relazione, il gruppo di studiosi la giungevano alla conclusione che i fantomatici U.F.O. non costituivano una minaccia. Non solo, gli scienziati escludevano anche qualsiasi origine extraterrestre dei fenomeni osservati, concludendo che l'incaponirsi ad approfondire questo genere di cose sarebbe stato del tutto sterile per il progresso scientifico.
Una volta appurato che gli U.F.O. non rivestivano interesse per la Difesa, i militari cessarono di occuparsene e anzi si impegnarono a negare l'esistenza stessa del problema. Abbandonato dai militari e snobbato dagli scienziati, lo studio degli U.F.O. è quindi rimasto affidato esclusivamente agli ufologi: appassionati che si occupano dell'argomento nel loro tempo libero e che spesso si riuniscono in associazioni. Frutto di questo attivismo è l'immane raccolta sistematica dei dati relativi alle segnalazioni degli avvistamenti U.F.O. che avrebbero portato, con l'inizio degli anni 70, alla graduale introduzione di metodologie scientifiche nell'ufologia e il passaggio dalle sole attività di tavolino ad un intervento più attivo sul campo, allo scopo di raccogliere il maggior numero di informazioni sul caso e sviluppare, sulla base di quelle, delle indagini "rigorose".
L'ufologia, infatti non è ancora scienza ma aspira sicuramente a diventarlo.
Facendo un passo indietro e tornando alle testimonianze, bisogna dire che anche se testimonianze antiche e recenti non mancano. Da quel celebre 24 giugno, però, si sono moltiplicati gli avvistamenti in tutto il mondo, in una sequenza eterogenea di testimonianze che non comprendono i soli oggetti volanti. Ad esempio, per dare un'occhiata e limitarci solo al nostro Paese, tra il 1947 ed il 1993 si sono registrati circa trecento resoconti di persone che hanno sostenuto di aver avuto incontri ravvicinati del terzo tipo, ossia contatti diretti con extraterrestri. Si parla invece di incontri ravvicinati del secondo tipo quando si riscontrano effetti sulle persone o sull'ambiente, quali tracce al suolo, piante bruciate, disturbi di tipo elettromagnetico. Oggi come oggi, invece, se si parla di testimonianze generiche, la cifra corretta parla di oltre ventimila avvistamenti nella sola Italia.
A fianco di questo tipo di incontri già di per sé straordinario (ammesso che siano veri), un nuovo fenomeno ha visto accrescere il tasso statistico di dichiarazioni, quello dei rapimenti nel corso dei quali gli alieni effettuerebbero dei test medici su cavie umane. Questo nuovo e sorprendente, nonché assai inverosimile, genere di contatto è stato denominato dagli esperti "incontri del quarto tipo". Ma non è tutto qui: durante i rapimenti, infatti, in un'escalation da fantascienza, si arriverebbe addirittura, a rapporti "esogamici" con extraterrestri (subito battezzati "incontri del quinto tipo"), in cui avverrebbero rapporti sessuali o incroci genetici, in provetta, tra umani ed alieni, allo scopo di creare una razza ibrida. In Italia, uno dei casi più noti di rapimento (denominato anche "abduction"), e' quello vissuto dal giovane genovese Valerio Lonzi, il quale ha sostenuto con convinzione di essere stato rapito dagli alieni più volte. Sottoposto a controlli di vario tipo, sembra che abbia rievocato quegli episodi in alcune sedute di ipnosi regressiva controllate dallo specialista Dott. Mauro Moretti. (fonte: biografieonline.it)

cosmo

Proporzioni cosmiche


Il cosmo, innumerevoli mondi disseminati nello spazio, mondi senza fine, tra queste galassie qualsiasi realtà è possibile, e ciò che è realta in uno di questi mondi è pura fantasia in tutti gli altri, qui tutto è realtà e tutto è illusorio, ciò che era, ciò che è stato e ciò che sarà comincia da qui.
All' inizio non v'era che un pugno di materia grande, probabilmente, quanto una noce di cocco, poi...una esplosione,...l'esplosione.
La madre di tutti i boati, la regina delle deflagrazioni in un istante infinitesimale ha creato il Tempo e lo Spazio.
L'espansione della materia viaggiava a velocità che la luce nemmeno si auspica di sognare, in pochi istanti eterni la base di ciò che è l'universo è stata tracciata.
Osservate il Sole, la cosa che, nell' immaginario collettivo comune, è per tutti l'oggetto più grande che si possa immaginare, non è, in realtà, che una particella di polvere dispersa nel cosmo.
Come vorrei poter anche solo sfiorare l'idea di tanta grandezza...se mi metto giù, chiudo gli occhi e provo ad espandere il pensiero arrivo lontano, lontano, sempre di più, poi, improvviso come un diluvio estivo, il mio viaggio spirituale ha termine e mi ritrovo all' inizio del percorso, come se la nostra mente non fosse pronta per giungere a livelli di comprensione talmente estesi...se non infiniti, come se un muro invisibile fatto di ignoranza ne fosse l'ultimo insormontabile baluardo. Il vero mistero che ci offre l'universo non è quello della vita, ma quello delle dimensioni ha detto qualcuno...osservate di nuovo la foto, questo pugno di stelle non sono nulla se paragonate alle innumerovoli altre che ci guardano da lassù..., come può una simile grandezza non suscitare interesse, domande, fascino, amore ?. Se io fossi Dio e in fondo potrei anche esserlo sennò non vedo chi, come potrei anche solo immaginare di creare una tale sconfinata pianura senza riempirla di bizzarre coscienze...come può l'uomo essere talmente arrogante da pensare anche solo lontanamente di essere solo in  questo buio e freddo universo...dio...non può. Cosa siamo noi ? fortunati viene da dire..ma davvero lo pensiamo ?O siamo solo alcuni dei tanti pensieri disseminati qua e là nell' immensità da un Uno giocherellone e sprezzante ?, con le nostre leggi, le nostre paure, i nostri rimorsi, le nostre passioni, tutti proiettati verso l'idea comune, che man mano si è andata costruendo, della vita...un' ipotetica idea di vita che dovrebbe accontentarci tutti,... 6.000.000.000 miliardi di formiche che camminano frenetiche seguendo scie chimiche che, se ci fossero tolte, se si cancellassero improvvisamente, ci lancerebbero nel caos più cupo. Alla fine di un famoso film che adoro, Kurt Russel spegne il mondo con un telecomando, bè c'è chi sogna una macchina sportiva rossa fiammante e chi invece sogna quel fottuto telecomando, prenderlo tra le mani, puntarlo con aria di sfida verso il nulla e premere un pulsante rosso con un teschio sopra....Reset!.
Deve esserci un pensiero un singolo pensiero, come la combinazione di una cassaforte, qualcosa che ci sblocchi e ci proietti con fare turbinoso verso la comprensione, la consacrazione alla verità, una sequenza logica che, se pensata correttamente, se compresa appieno, possa farci schizzare oltre quel muro di nebbia impenetrabile.
Non vi fa rabbia sapere che probabilmente morirete senza sapere nulla di quello che realmente si dovrebbe conoscere ? No perchè a me fa proprio incazzare, pensare che morirò con più domande che risposte mi inquieta e rovina quel poco del romanticismo che vedo nella morte, bha...ma tanto alla fine è questo che accadrà, non saprò mai dove la mente può realmente arrivare, mai se Spielberg ci è andato vicino con il suo E.T., mai vedrò in nessuna scatola un plutonaggio o come diavolo dovrebbe chiamarsi, domande, domande, domande.
Perchè continuiamo a uccidere le balene ?, perchè continuiamo a gettare nell' atmosfera sostanze cancerogene?, perchè c'è chi vive nel lusso e chi nell' immondizia? Queste sono senz' altro domande più abbordabili, più consone a trovare risposta...eppure anche queste probabilmente non vedranno mai la loro soluzione e comunque, se fosse, tra troppo tempo, figuriamoci rispondere a qualche celeste segreto celato tra i frastagliati disegni di stelle lontane..., pura follia null' altro, domande dissennate per gente con troppo senno. Mi consolo inventando le risposte e ripetendomele come una nenia nella testa, finanché riuscissi ad autoconvincermi sarebbe già un buon traguardo.
Se fossi Dio infondo sarei perfetto e nella perfezione non v'è spreco, non può esserci, l'idea stessa di spreco né negherebbe il significato, perchè la perfezione è il giusto in ogni sua forma e sostanza, il pensare di essere soli quindi vorrebbe dire che il creatore, qualunque forma egli abbia, ha soltanto sprecato tanto spazio.
cosmo

Il cormorano


A volte ci si imbatte in oggetti che non solo si credevano perduti, ma di cui ormai si ignorava anche il ricordo, solo una volta che li si tiene tra le mani magicamente riaffiora tutto ciò che hanno da dirci, serve l'impatto visivo e le emozioni che ci suscitano per riaprire quei cassetti che non sapevamo più di avere e che, assieme a tanti altri, se ne stanno chiusi e impolverati nel inconscio, aspettando che qualcuno, con una vecchia emozione, rinfili di nuovo la chiave nella toppa e li liberi dai loro segreti.
Questo che segue, è forse il mio pugno di righe più bello, o almeno l'unico premiato in qualche modo, quando quel lontano giorno di 3ª elementare un ragazzino estremamente, ha detta di tutti troppo, vivace, scrisse un tema che fini addirittura sul giornale....bha....lo riporto qui perchè questo foglio protocollo che stringo tra le mani ha la resistenza e la consistenza di un papiro antico e non vorrei che andando distrutto, con lui se ne vada anche la storia del mio cormorano. Correva l' anno 1994.

"Ciao, io sono un cormorano.
Tutti i giorni vado in mare, pesco i pesci, volo, sto bene, mangio, cammino sulla spiaggia.
Ma adesso, guardate, mi ritrovo incastrato nel mio bel mare da una cosa nera, non posso alzarmi né volare perchè questa cosa pesa e non posso muovere le mie belle ali per volare via da qui, da questo maledetto posto che prima era un paradiso.
E intanto mi guardo intorno pensando : -Che cosa è successo a questo bel mare che è diventato sporco, disgustoso, nero ? E si, erano proprio belli i tempi quando il mare era pulito e limpido, potevo volare e fare passeggiate sulla spiaggia, invece adesso mi ritrovo qui, incastrato da questa cosa nera che mi cola dalle ali.
E poi chi è stato, chi è stato a rovinare il mio bel mare ? Io adesso mi ritrovo sdraiato in questa schifosa cosa, non mi posso muovere, sto con gli altri animali, qui, fermo, senza speranza, guardando il cielo che si illumina di fuoco e vedendo tanti oggetti che volano e lanciano delle cose che fanno un gran rumore.
Ormai nessuno mi può più salvare da questo disastro, mi metto fermo e aspetto la morte, ma perchè, perchè ?."
 
cosmo (1994)

Novità

Strappato ad un mondo che sentiva suo, era stato bandito in contrade lontane, contrade inospitali, il tornar alle origini lo rimetteva in sesto, un pochino, ma ogni volta che si torna da un luogo si hanno novità e al rientro si porta seco bel o triste volto, triste questa volta. Scempio, desolazione, una geometria sconosciuta e spiazzante, stanze dove non v'erano, tumuli, radici e vite spezzate, tutto ciò che dall uomo poteva esser distrutto ha ricevuto quel tocco martoriante, solo il silenzio, un pò più triste, è rimasto il medesimo e insieme a un pugno di generali ancora in piedi tenta, invano e in solitudine, di contrapporsi alle orde nemiche che su tutti i fronti avanzano. Mi dispiace.
cosmo

Poker

Ogni volta che giocate una mano differentemente da come l'avreste giocata conoscendo le carte degli avversari, loro guadagnano. Ogni volta che giocate una mano nello stesso modo in cui l'avreste giocata conoscendo le carte degli avversari, loro perdono. Di conseguenza: ogni volta che i vostri avversari giocano un mano differentemente da come l'avrebbero giocata conoscendo le vostre carte, allora guadagnate; e ogni volta che giocano la mano nello stesso modo in cui l'avrebbero giocata conoscendo le vostre carte, allora perdete.

"Teorema base del poker"


Solo una Smith & Wesson batte 4 assi.

"Proverbio americano"


Il poker lo si dovrebbe insegnare a scuola, perchè offre in sintesi la rappresentazione di tutti i rapporti umani  che i bambini ritroveranno più tardi nella vita.

"Anonimo"


Aveva la calma confidente di un cristiano con quattro assi.

"Mark Twain"


I soldi vinti sono dolci il doppio di quelli guadagnati.

"Paul Newman"


Il poker non va giocato in una casa in cui ci sono donne.

"Tennesee Williams"


Nel poker i buoni giocatori vincono ed i giocatori scarsi perdono.

"Lou Krieger"


La vita è come un gioco di carte. La mano che ti è stata data è il determinismo, il modo in cui la giochi è il libero arbitrio.

"Jawaharlal Nehru"


Non pensare a quando un giocatore ha un colpo di fortuna con carte pessime e ti batte. Guardalo come un investimento che ti ritornerà indietro con gli interessi.

"Anonimo"


Nel poker bisogna usare le fiches come se fossero soldi e i soldi come se fossero fiches: l’equilibrio perfetto è proprio del grande giocatore.

"Anonimo"


Kant cita un giocatore al quale viene chiesto: “Chissà come rimpiangerete tutti i soldi persi e quante belle cose potreste ora farci?”
“Cosa potrei farci di meglio che giocarli?” risponde il giocatore.

"Immanuel Kant"


Contrariamente a quello che si può pensare non è il denaro il vero scopo del giocator di poker. Nessun vero giocatore accetterebbe di vincere somme anche rilevanti a patto di non giocare: ne andrebbe della sua dignità di giocatore, prima ancora che di uomo.

"Tommaso Landolfi"


Il destino mischia le carte ma sono gli uomini che giocano la partita

"Victor Hugo"


Se dopo mezz' ora che sei seduto al tavolo non hai ancora capito chi è il pollo, alzati, il pollo sei tu !

"Anonimo"


Puoi tosare una pecora quante volte vuoi, ma puoi scuoiarla una volta soltanto.

"Anonimo"


Il trucco per vincere alla Texana è spingere l' avversario a scommettere tutto quello che ha davanti.

"Doyle Brunson"


cosmo

Solo, fuori, un uomo, in frack


È giunta mezzanotte
si spengono i rumori
si spegne anche l'insegna di quell' ultimo caffè,
le strade son deserte,
deserte e silenziose,
un ultima carrozza cigolando se ne va,
il fiume scorre lento
frusciando sotto i ponti
la luna splende in cielo
dorme tutta la città
solo, fuori un uomo, in frack
ha il cilindro per cappello
due diamanti per gemelli
un bastone di cristallo
la gardena nell' occhiello
e sul candido gilet, un papillon,
un papillon, di seta blu,
s'avvicina lentamente con il cedere elegante
ha l'aspetto trasognato malinconico ed assente
e non si sa da dove vien,
ne dove va,
chi mai sarà,
quell' uomo in frack.
 
Bonnenuit, bonnenuit bonnenuit
bonnenuit, buona notte,
va dicendo ad ogni cosa
ai fanali illuminati,
ad un gatto innamorato
che randagio se ne va
È giunta ormai l'aurora
si spengono i fanali
si sveglia a poco a poco tutta quanta la città,
la luna si è incantata, sorpresa impallidita,
pian piano scolorandosi nel cielo sparirà,
Sbadiglia una finestra sul fiume silenzioso
e nella luce bianca galleggiando se ne van
un cilindro, un fiore e un frack.
Galleggiando dolcemente lasciandosi cullare
se ne scende lentamente sotto i ponti verso il mare,
verso il mare se ne va,
chi mai sarà,
chi mai sarà,
quell'uomo in frack,

Adieu, adieu adieu,
adieu, addio al mondo,
ai ricordi del passato,
ad un sogno mai sognato,
ad un attimo d'amore, che mai più
ritornerà.
 
Domenico Modugno

Tempo fratto attesa

Il tempo, sembra non passare mai quando attendiamo qualcosa e fugge come il baleno quando vorremmo che si fermasse...gli istanti che ci separano da un evento a cui teniamo sono eterni, ognuno ha un nome proprio e una sua storia, l'attesa ci fa impazzire, il cuore si dilata oltre misura e alla fine sembra esplodere quando in un boato istantaneo torna su stesso e riprende le sue dimensioni naturali, il momento è arrivato, ed è passato, quel pugno di istanti che attendevamo da lungo tempo se né è andato, si, ci ha portato le emozioni che attendevamo, è andata bene, avrebbe potuto privarci anche di quelle, avrebbe potuto deluderci, ma ora è passato, fa parte della storia e non tornerà più, e cosa ci resta ? qualche ricordo, qualche rimpianto, un pò di amaro in bocca, non rimane che fiondarci nell' estenuante attesa di un altro momento...ma il tempo dell' attesa che fine fa ? Buttato !, nessuno sa più godersi quegli attimi d'eterno tra le cose quelle deliziose congiunzioni temporali che collegano ogni nostro battito di cuore con la natura che ci circonda, se non ci limitassimo a guardare ma scendessimo nel particolare quante cose ci sarebbero rivelate, scopriremmo, con meraviglia, che ogni istante che gettiamo non è che la somma di infiniti istanti, ogni istante che non ricordiamo, che non registriamo, contiene miliardi di potenziali emozioni che ci sfuggono ci vengono tolte, in ogni cosa dal semplice fissare il soffitto al gettare sguardi a casaccio dal vetro di un treno, ogni cosa cela in sè più di ciò che vediamo. E nel dare nuovi significati agli eventi daremmo nuovi significati al tempo, bandiremmo la noia e godremmo appieno di ciò in cui siamo immersi.
 In un semplice palloncino che esplode si nasconde, a volte, un mondo meraviglioso e sconosciuto.

 

      
cosmo

Promo


Carta bianca da tingere con esili fili di marionetta,
dal minareto non odo alcun suono,
di silenzio riempite le stanze,
di ricordi i bauli,
un capello d' inchiostro né è cantastorie,
esausta sentinella una vista annebbiata,
pochi respiri trattengo ancora,
un' ombra stanca,
come compagna.

cosmo

Cos'è che fa di un uomo un uomo

Cos'è che fa di un uomo un uomo? La sua famiglia, le persone che frequenta, i suoi amici, la donna che ha accanto?...può un uomo rinnegare tutto questo ed essere uomo comunque? Cos'è che fa di un uomo un uomo? L'attaccamento e il rispetto di alcuni valori, ma vanno bene tutti o ce ne sono alcuni indispensabili? Un uomo attaccato alla vendetta è più uomo di uno attaccato al perdono? Può la credenza in un valore pregiudicare l'animo di un uomo? Esiste una lista, da qualche parte, da seguire per essere uomini? Qualcuno ha mai provato a redarla?
Cos'è che fa di un uomo un uomo? La sua religione forse, le sue idee politiche, l'amore della donna che ha accanto e il rispetto per essa o essere uomini significa avere tante donne? Forse significa cedere agli istinti...cos'è allora che fa dell' animale un uomo? Il fuggire e controllare i propri istinti o il comprenderli appieno e scegliere di seguirli comunque?
L'amore, l'amicizia, i valori, le paure, il riso, il dolore, sono cose necessarie al percorso per diventare uomini o chi nè è estraneo può comunque aspirare a diventarlo? L'uomo d'azione che ha raccolto su di se le cicatrici di 1000 battaglie è più uomo di colui che su di se ha soltanto il leggero cotone di un camice bianco? Il saper risolvere un problema con le braccia dà più o meno punti del saper risolverlo con la testa? Perchè gli Egizi gettavano il cervello prima della mummificazione dei loro cari? Non sapevano davvero a cosa servisse o ritenevano solamente che non fosse necessario per rimanere uomini? Un uomo solo è differente da un uomo che trascorre le sue giornate in compagnia? Ma un uomo che trascorre le sue giornate in compagnia è in grado di restare da solo e viceversa? Per la tribù degli Xhosa lo stato di uomo si raggiunge solo con la circoncisione, solo così si può aspirare all' eredità del proprio padre alla sua esperienza, alla sua saggezza...e se bastasse sul serio questo? Quanti falsi uomini in questo mondo? Se bastasse camminare sul fuoco o uccidere una fiera quanti potrebbero dire di averlo fatto? E quanti di quelli che non l'avessero fatto sarebbero in grado di farlo? Il diventare uomini cresce in difficoltà con il progresso o rimane immutato esule da scoperte e avvenimenti? Il cavernicolo che milioni di anni fa usciva presto dalla sua grotta per cacciare animali di cui non conosceva nulla tranne il sapore è più uomo di colui che oggi con un pulsante sul comodino uccide migliaia di suoi simili proprio perchè conosce tutto di loro?  Se al cavernicolo fosse stata data la conoscenza e qualche "pulsante" nè avrebbe abusato anche lui? O, non ifettato dalla storia e dalla bramosia che essa trasporta, si sarebbe ancora accontentato della sua rudimentale lancia?
 La conoscenza, il progresso, fanno davvero bene? O sono solo un modo per stuzzicare la coscienza a fatti compiuti. Sono davvero loro i responsabili della nostra evoluzione o viaggiano semplicemente su un binario parallelo, siamo sicuri che scoprendo nuove medicine inventando macchine sempre più elaborate ci stiamo evolvendo? E se fosse inversamente proporzionale? Nell' antichità ogni uomo doveva usare il cervello per sopravvivere e ogni giorno era una battaglia dal quale si usciva sconfitti o vittoriosi e comunque più forti, oggi a milioni vivono in trance divorati dalla routine e dalla noia. E' evoluzione questa, è essere uomo questo?
Un uomo può cessare di esserlo o è un processo che se portato a termine diviene irreversibile? L'uomo è colui che fa grandi cose per il mondo o per sé? Un uomo che picchia sua moglie e i suoi figli rimane uomo? Un uomo che tradisce rimane uomo? Un uomo che uccide rimane uomo? O forse è solo questione di punti vista, forse il significato dell' essere uomo sta in quello che nel suo intimo "io" ognuno di noi vorrebbe raggiungere e non in quello che, alla fine, riusciamo a raggiungere.
 Un uomo nasce uomo, ma vi rimane solo finchè ci riesce.
 Ed egli sà quando non lo è più.

cosmo

Piango pioggia

Pioggia copiosa, leggera, sporca, cristallina,
 nulla risparmia, nulla ignora,
della rugiada la madre del tuono la figlia
 condanna e assolve,
 migliaia di cerchi simultanei si infrangono su tappeti di fredda realtà
 si toccano si allontanano e crescono come piccoli soli 
in una matematica armonia, 
cadere o restare lassù?
...sospesa ad osservare tra cinerei cuscini screziati
decido di piangere giù,
malinconicamente,
per l' audace carezza di un vento del nord.
cosmo

Ehi lassù

 
Vecchio !....Vecchio almeno tu ci sarai no ??? Se hai un minuto sarà il caso di farci un discorsetto...sono un tipo poco raccomandabile ho ammazzato gente in guerra, mi ubriaco spesso e sfascio tutto quello che mi capita a tiro, quindi non ho pretese da avanzare, ma anche tu devi ammettere che non mi dai buone carte da diverso tempo....., ho l'impressione che tu abbia organizzato la mano in modo che io non possa vincere, in galera o in libertà, leggi, regolamenti, padroni. Ma dato che tu mi hai fatto così...vuoi dirmi dove posso sistemarmi ???  senti Vecchio, parliamoci chiaro sono partito a tutta birra da giovane, ma ora ho il fiato grosso, quando finirà ??? cosa hai in pentola per me ?, che devo fare adesso?...ho capito, e va bene....mi sono messo in ginocchio....mh, è proprio quello che pensavo sono un tipo difficile da recuperare vero?...un gran testone vero???  bha ho paura che dovrò trovare la soluzione da me.
Lo sai ? sei un gran testone anche tu Vecchio.


Nick mano fredda

Diario del capitano

Vivo nell' oscurità,...una oscurità voluta e ineluttabile, le serrande sono chiuse come le porte, pochi spiragli soltanto per rendere uno stretto passaggio ancora più angusto alla luce...un vocabolario vacilla sotto il mio peso, ma è saldo , io lo so, sto sudando fa caldo e sono affaticato, ma aprire le finestre significherebbe spalancare il ritaglio del mio silenzio misero alle voci di miseri esseri che nonostante la loro nauseabonda essenza sono più forti con le loro fottute voci le loro biciclette e il loro parlare a vanvera...un cubo multicolore mi guarda assonnato dalla scrivania... che cazzo fai mi sembra dire...vieni qua e fammi girare, fammi godere..ma non c'è la voglia...non c'è un cazzo..è solo attesa. Ma il tempo rimasto finalmente è poco poi potro mandare a farsi fottere la pazienza sento già sul palato l'intenso sapore di quell' attimo...4 miseri muri in cui rimbomba il rumore di oceani lontani, che non ho mai visto, magari che mai vedrò...però saperli qui insieme a me è rassicurante...potrebbe essere il rumore dello sciacquone di qualche stronzo...ma che importa quando tu credi che non lo sia...le persone sanno solo quello che gli racconti...così va il mondo è sempre stato così e sarà così fino in fondo non ci puoi fare nulla sta a te decidere se fidarti o no e se ci pensi su alla fine è meglio fidarsi per non avere grane...ma quelle arrivano sempre. Mutande, scarpe bottiglie vuote e accartocciate...caos, caos in mezzo alla tempesta tropicale di chissà quale foresta...macachi, scimpanzè, lemuri....tutti quassù in una stanza sono Robin Williams in jumanji. Sembrerebbe un luogo pericoloso...ma lo sono solo i suoni...suoni pericolosi...suoni killer. Non ti fidare...un suono può nascondere tante cose, insidie, trappole ma anche cose belle...si anche quelle. E ricomincia l' acquazzone shhhhhhhhhhhhhhhh un suono difficile da scrivere, come si scrive un suono ?? è uguale per tutti ?? dovrebbe esserlo io credo...allora perchè qui il gallo fa-chi-cchi-ri-chi e in america fa cock-a-doodle-doo ?? Nemmeno sui rumori c'è accordo, però qui la pioggia cade e sono pronto a morire per difendere il suo suono....ogni tanto mi defilo e sbircio attraverso il pertugio della serranda come un predatore che tende l'agguato alla sua preda qui al sicuro dentro la mia alcova, l'alcova della regina. Flessioni addominali flessioni addominali acqua..pioggia vento...natura incontaminata nel contaminato, paradossi, controsensi, metafore ossimori figure retoriche, solide, liquide, semoventi..di merda a smesso di piovere...solo qualche scimmia in lontananza che esulta o si rattrista.

 
cosmo

L' uomo delle stelle



E non è un mondo se, non mi fa amare quel che c'è...
E non e vita se, non posso viverla con te.
Ti cercherò, tra mari aperti nell'eternità..., ti ruberò, anche all'eternità...
Che bella sei, così precisa dentro ai sogni miei.
Che luce fai, quando ti guardo e non lo sai...
Il vento ti parlerà, di quell'uomo che vive per te...
E io sarò...vita per sempre con te, ti troverò e stenderò tutte le stelle.
Ci riuscirò, perché son l'uomo delle stelle.
Che bella sei, unica luce dentro agli occhi miei.
Mi guarderai, come non mi hai guardato mai, il tempo ci sfiorerà
 e saremo per sempre io e te.
E io sarò, sarò l'uomo che vive per te e resterò, l'uomo delle stelle.
Ron